martedì,12 Dicembre 2017

La società del possesso

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La nostra società si è evoluta e sviluppata per rispondere ad un verbo principale: possedere. Qualunque strumento o bene di consumo noi usiamo deve necessariamente avere un requisito: deve essere "nostro". Possediamo l'auto, il telefonino, il frigorifero, le azioni, il conto corrente, ecc.

Il possesso talvolta ci condiziona talmente che l'oggetto posseduto non serve più a svolgere la funzione principale cui esso è stato costruito, ma diventa parte di noi stessi.

La nostra automobile può diventare un nostro mondo privato, dove possiamo far cose che, nel pubblico, non oseremmo mai fare. In alcuni casi diventa un'estensione di noi stessi. Nel traffico attuale essa non sempre rappresenta la soluzione razionale ottimale per i nostri spostamenti, sia in termini temporali e di costi, ma la tentazione di usare una cosa "nostra" e quella di non "dipendere da nessuno" fa sì che l'auto sia ancora la scelta preferita.
Nel caso del telefonino, aggiungiamo funzioni e caratteristiche che non c'entrano nulla con la funzione fondamentale che esso deve svolgere - cioè semplicemente telefonare!

Anche nei strumenti che si usano per poco tempo prevale il "possesso".
Strumenti che si useranno per poche volte si devono per forza "comperare", perciò "possedere". Non importa se questi saranno superati in prestazioni da strumenti che usciranno nel breve futuro o diverranno "fuori moda". Nella migliore ipotesi, dopo che saranno divenuti "obsoleti", essi finiranno in qualche soffitta, oppure presso qualche appassionato di "antichità", ma nella peggiore delle ipotesi essi finiranno ad aumentare il numero di rifiuti che già crea così tanti danni al nostro pianeta. Pensiamo principalmente a tutti i prodotti tecnologici, la loro aspettativa di "vita" operativa è talvolta breve, resi velocemente obsoleti dallo sviluppo tecnologico attuale. I pezzi vecchi andranno a finire in qualche discarica asiatica, e magari finiranno per inquinare quell'ambiente.

Una vera rivoluzione culturale potrebbe essere quella di rinunciare al "possesso", e sostituirlo con "l'utilizzo". Con questa consapevolezza ogni strumento ritornerebbe alla sua funzione primaria: il suo utilizzo. Ogni strumento sarebbe "preso" solo nel momento in cui esso servirebbe, e poi lasciato immediatamente disponibile agli altri che ne richiedessero il suo utilizzo. Ti importa di "possedere" il frigorifero o la caldaia, o sei interessato solo alla funzione che ti offrono?

Una sorta di noleggio?
Certamente sì, ma questo termine deve diventare anche un sistema culturale e non un semplice metodo "economico" - un mezzo per risparmiare denaro.
Il sistemi produttivi dovrebbero svilupparsi in base a questo concetto. Strumenti che abbiano una vita più lunga, che si possano riparare, costruiti in modo modulare.
La società dovrebbe riversare le risorse verso le attività "di noleggio e/o di condivisione", incentivando tutte le attività (economiche e culturali) che si indirizzeranno verso il concetto di "utilizzo".
Il venditore di automobili si dovrebbe "convertire" in una persona che consegna e riprende le auto noleggiate agli automobilisti che le richiedono. Il trasportatore dovrebbe portate merce "noleggiata" e non di proprietà.
Il produttore di fotocopiatrici (per esempio) le costruirà più resistenti perché a parità di pezzo costruito, se questo sarà usato di più, i suoi guadagni dati dal noleggio (costo per pagina fotocopiata) saranno maggiori. Se queste si dovessero rompere, dovrebbero essere state costruite per essere (nel limite del possibile) riparate, e non semplicemente gettate via. Il produttore avrebbe anche l'interesse di produrre una macchina dove la sua manutenzione sarebbe la minore possibile, dato che questa voce, nel caso di noleggio, non avrebbe più guadagno (anzi, non avrebbe più senso).

Tutto il sistema si dovrebbe convertire in uno, certamente complesso, che prevedesse la massima disponibilità, in termini burocratici, temporali e di costi, di stumentiad ogni più persona possibile.
Il sistema trasporto, assicurativo e bancario, tramite nuovi sistemi di distribuzione, assicurazione e credito, dovrebbe farsi carico del trovare soluzioni efficaci e, magari, innovative.

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