venerdì,15 Dicembre 2017

L'Italia continua a perdere competitività!

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Netto peggioramento dell'Italia nella graduatoria internazionale della competitività misurata dalla facilità delle imprese di operare nel Paese. Nella classifica stilata dalla World Bank nel rapporto “Doing Business” 2017 l'Italia perde ben cinque posizioni rispetto allo scorso anno, collocandosi al 50° posto. Nella graduatoria l'Italia è superata da nazioni come la Moldova e la Serbia.
Il nostro Paese è quindi terzultimo tra i membri della Ue come capacità di attrarre investimenti: peggio solo la Grecia e Malta. Lo studio si concentra in particolare sulle riforme adottate dai governi per rendere le loro economie più favorevoli alle imprese, sulla base di indicatori come i tempi della burocrazia, l'accesso al credito e all'energia, il sistema fiscale e la protezione dei diritti di proprietà, dall'accesso a credito ed energia ai tempi della burocrazia.

La classifica è guidata dalla Nuova Zelanda. Pur avendo sceso o salito un gradino a seconda dei casi, i Paesi presenti nelle prime nove posizioni sono gli stessi dello scorso anno, con la Danimarca terza seguita da Hong Kong, Sud Corea, Norvegia, Regno Unito, Usa e Svezia. E in generale è tutta l'Europa dell'Est, grazie alla vigorosa azione riformatrice attuata dai governi dell'area, a stupire e a strappare punti a economie del G7 come il Canada.
Brillano in particolare i paesi baltici: sale l'Estonia, la Lituania, e la Lettonia. Bene anche la Polonia. A fare meglio dell'Italia sono però anche Romania e la Bulgaria.
Tra le grandi economie dell'Eurozona, la Germania e la Francia perdono posizioni, mentre la Spagna sale di un gradino.
Il fondo della classifica è invece dominato dai paesi dell'Africa subsahariana che, nel complesso, si rivela nondimeno in miglioramento. Oltre un quarto delle riforme prese in esame dalla Banca Mondiale sono infatti avvenute proprio in tale area, dove continua a spiccare il Kenya. La maglia rosa del continente nero la indossa però il Ruanda, che avanza di otto posizioni e supera economie del calibro della Turchia e del Sud Africa.
Il rapporto, sottolinea la Banca Mondiale, "dimostra che le migliori performance sono, in media, associate con livelli più bassi di diseguaglianza sociale e quindi a una ridotta povertà e a una maggiore prosperità condivisa". "Regole semplici e facili da seguire sono un segno che il governo tratta i propri cittadini con rispetto, generando benefici economici diretti: più impresa, più opportunità per le donne, più aderenza allo Stato di diritto", commenta il capo economista della Banca Mondiale, Paul Romer, avvertendo che "un esecutivo che non riesce a trattare i propri cittadini così perde la sua capacità di governare". Un monito che, in tempi di crescente scollamento tra classi dirigenti ed elettorato, offrira' numerosi spunti di riflessione.

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